marzo 1st, 2011
LE METASTASI POLMONARI
Le metastasi polmonari si manifestano in circa il 30% di tutti i pazienti oncologici. La loro asportazione chirurgica è oggi considerata procedura terapeutica standard in pazienti opportunamente selezionati. La sopravvivenza mediana in pazienti non operati è di 10 mesi con una sopravvivenza a 5 anni tra 0 e 3%. Con la sola CHT la sopravvivenza migliora solo al 14%.
I Criteri per sottoporre un paziente ad intervento chirurgico sono:
- Assenza di metastasi extrapolmonari
- Asportazione di tutta la metastasi
- Assenza di tumore primitivo
La sopravvivenza, correlata all’intervallo libero da malattia, varia dal 22% al 55%.
Gli organi, sede di tumore primitivo, che possono dare metastasi polmonari, maggiormente suscettibili di trattamento chirurgico, sono il colon-retto, il rene, la mammella, l’utero ed il testicolo ( solo il carcinomaa cellule germinali non-seminomatoso).
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gennaio 27th, 2010
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dicembre 2nd, 2009
Il mesotelioma è una grave malattia tumorale maligna della pleura, cioè di quella sottile membrana che avvolge il polmone e la parete toracica. Storicamente è sempre stato considerato una malattia professionale, in quanto ne erano colpiti i lavoratori dell’amianto, che costituisce la principale causa di questa malattia. Purtroppo oggi giorno il massiccio utilizzo di tale componente nell’edilizia ed in altri settori, ha reso tale patologia ubiquitaria e chiunque se ne può ammalare.
L’insorgenza è subdola e caratterizzata da difficoltà respiratoria – dispnea – riconducibile alla presenza di un versamento pleurico recidivante. Inoltre il paziente può presentare dolore toracico, dimagramento, debolezza.
La diagnosi, dopo l’effettuazione di una Tac del torace, si ottiene solo con una biopsia pleurica nel corso di un intervento chirurgico mini invasivo come la VideoToracoscopia.
La terapia è multimodale, cioè dalla combinazione, a seconda del protocollo, di chirurgia, chemioterapia e terapia radiante. La terapia chirurgica ha un ruolo fondamentale, dalla effettuazione di una biopsia diagnostica, che dalla resezione vera e propria. Sarebbe sempre auspicabile contattare un chirurgo toracico se presente un versamento pleurico persistente o recidivante senza una chiara ed accertata causa eziologica.
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novembre 20th, 2009
Il Tumore del polmone, termine comune per indicare il Carcinoma broncogeno, costituisce una grave malattia, spesso definita “silente” in quanto evolve inizialmente senza sintomatologia. Susseguentemente, quando si manifesta, spesso è già in una fase avanzata.
Infatti solo il 20% di tutti i pazienti, una volta fatta la diagnosi, può essere operato. Colpisce maggiormente i fumatori, e tra essi 1 su 4 ammalerà di cancro al polmone.
I sintomi più frequenti, che costituiscono un campanello dall’allarme, sono l’emissione di sangue dalla bocca con la tosse, la dispnea o fiato corto, la debolezza, l’inappetenza, il dimagrimento.
Per una corretta valutazione della malattia sono necessari molteplici esami: tac total-body, fibrobroncoscopia, valutazione cardiorespiratoria, PET.
L’intervento chirurgico, quando attuabile, costituisce, ai nostri giorni, la terapia ottimale, in quanto, oltre ad asportare tutta la massa tumorale, permette, una corretta “stadiazione” asportando tutti i linfonodi regionali. Altre terapie, quali la chemioterapia e la radioterapia possono essere complementari alla chirurgia o le sole terapie attuabili se la malattia è troppo avanzata.
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novembre 11th, 2009
La chirurgia toracica è una branca specialistica che si occupa della chirurgia degli organi intratoracici, esclusi il cuore e l’aorta che sono di pertinenza cardiochirurgica.
Tra le patologie toraciche vi è, su tutte, il tumore del polmone , sia primitivo (legato al fumo di sigaretta e all’inquinamento atmosferico), che secondario (metastasi da cancro di altri organi come colon, mammella, rene, prostata etc…).
Altre patologie neoplastiche trattabili dal chirurgo toracico sono il timoma ed il mesotelioma. Tra patologie non tumorali c’è il pneumotorace, l’enfisema bolloso e le cisti (broncogene o enterogene).
Sono operabili inoltre il pectus excavatum (con tecnica mini-invasiva) ed i traumi del torace. Una cenno a parte merita la patologia della trachea (sia benigna che maligna) che può determinare difficoltà respiratorie fino alla sindrome asfittica: questi casi possono essere trattati sia in endoscopia con laser e endoprotesi, che con una asportazione del tratto di trachea malato.

Teodorico Teddy Iarussi
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ottobre 23rd, 2009
Il Pectus Excavatum è una malformazione del torace caratterizzata da un affossamento dello sterno a causa dell’alterato sviluppo delle cartilagini costali (sinonimi: torace ad imbuto, torace del ciabattino). La malformazione, oltre al danno estetico, determina in molti pazienti dispnea (affanno) anche dopo attività fisica di grado moderato: ciò è dovuto alla compressione dello sterno sul cuore,che impedisce ai polmoni di riempirsi di aria in modo corretto.
L’intervento chirurgico utilizzato fino a poco tempo fa per la correzione di tale difetto era molto invasivo e consisteva nell’asportazione delle cartilagini deformate per rimodellare lo sterno, con una cicatrice antiestetica ed un post-operatorio molto lungo e rischioso.
Oggi invece è possibile correggere il Pectus Excavatum con una tecnica innovativa detta “Sternoplastica miniinvasiva”, introdotta dal chirurgo americano Donald Nuss.
L’intervento si esegue in videotoracoscopia (introducendo una sonda a fibre ottiche nel torace) ed in anestesia generale. Attraverso due piccole incisioni laterali e sotto controllo videolaparoscopico viene posizionata all’interno del torace una barra in acciaio appositamente modellata che, ruotata di 180° e facendo perno sulle coste, spinge lo sterno in avanti. La degenza post-operatoria è mediamente di 5-6 giorni. La barra metallica rimarrà in sede per circa 2 anni e dopo la sua rimozione lo sterno resterà nella posizione corretta. Con questa tecnica si evitano cicatrici visibili sullo sterno ed il risultato ottenuto è apprezzabile immediatamente dopo l’intervento chirurgico.
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